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Intervista: Tommaso Fumagalli (Nutopia e Edoné)

Progettato nel 2010 da Nutopia con il Comune di Bergamo, Edoné è uno spazio per giovani gestito da giovani. Ed è in questa affascinante location che si svolgerà il Second Worst Raduno. A parlarci di tutto questo è Tommaso Fumagalli, uno dei soci fondatori di Nutopia e di Edoné. 

Dan & Pogo Team

Com’è stato preparato e con quale approccio è stato ideato questo Second Worst Raduno?  

La nostra forza è sempre stata quella di avere chiara la nostra missione, ovvero promuovere cultura e aggregazione creando lavoro. In questi periodi difficili, non abbiamo mai smesso di programmare e il SWR è l’esempio calzante della nostra voglia di ripartire. Si vuole dare la possibilità di vivere l’essenza del Punk Rock Raduno, garantendo la piena sicurezza a tutti coloro che parteciperanno.  

Come verrà gestita, seppur con limitazioni, la riapertura post pandemia?  

Siamo tornati ad accogliere persone che hanno voglia di stare insieme e ascoltare musica. Questa è la nostra grande vittoria. Vuole caratterizzarsi come sempre il più accogliente e inclusivo possibile, pur mantenendosi conformi alle indicazioni: i partecipanti ai concerti avranno un posto assegnato in modo da garantire loro sicurezza. Sappiamo benissimo che questo significa non vivere al 100% l’esperienza del PRR, ma nei nostri primi concerti abbiamo visto quanto la bellezza di tornare a gustare musica dal vivo valga assolutamente gli sforzi di tutti di attenersi alle limitazioni in essere.  

Come sarà strutturato il SWR tra Edoné, Bikefellas, Bombonera Social Club e Ink Club?  

Coinvolgere diverse location per il festival è un segnale di come interpretiamo la promozione della musica e della socialità. Questo evento è un catalizzatore e generatore di entusiasmo e passione, che come tale non deve essere imprigionata ma deve vivere attraverso la città. Siamo ancora più felici di condividere questa passione con realtà cittadine che sposano perfettamente i nostri valori. Quest’aspetto è ancora più importante quest’anno dove la scena musicale e dei locali si è trovata a fronteggiare una crisi senza precedenti. L’evento itinerante assume quindi un duplice significato: fare sì che la città intera diventi il palco del festival e sostenere concretamente diversi locali attraverso l’organizzazione di concerti e attività presso i loro spazi. In particolare, si inizierà giovedì sera con il Welcome Party in Daste e Spalenga, una ex-centrale elettrica completamente riqualificata e inaugurata a maggio. Il festival si svolgerà poi da venerdì 16 a domenica 18 luglio in Edoné, con una serie di eventi in altre location: da segnalare sabato mattina presso Bikefellas con acustici e show radio; il sabato pomeriggio concerti presso Ink Club; mentre la domenica inaugureremo la parte sportiva del PRR presso la Bombonera, nuovo spazio di Nutopia presso il centro sportivo del Villaggio degli Sposi.  

Quali novità ci aspettano quest’anno al SWR e più in generale in Edoné?  

In Edoné crediamo fortemente nell’innovazione. Ogni anno ci diciamo che “confermarsi non è una vittoria, rinnovarsi è l’unico modo per vincere”. Per questo motivo quest’anno abbiamo lavorato per migliorare ulteriormente l’esperienza per chi vive il nostro spazio. Il SWR è sicuramente l’evento in cui l’innovazione è costante e meraviglia sempre: quest’anno addirittura ci hanno fatto la sorpresa di lanciare il primo disco dei Ramones nello spazio… Potete quindi immaginare che le novità non mancheranno assolutamente!  

Culture, sottoculture ma anche varietà/qualità del cibo, è un’attenzione che non viene spesso riservata al popolo dei festival in Italia. Parlateci della vostra “cucina”?  

La nostra cucina riflette il nostro motto “be what you are”. Abbiamo un menù molto variegato (dagli iconici burger alla buonissima pizza, passando per sfiziosità varie…) che ha un occhio particolare per il mondo vegan e gluten-free. Quest’anno abbiamo inoltre inaugurato un format che ogni sabato porta nelle nostre cucine un ristorante etnico della città per aprirci a nuovi gusti e nuove culture. La nostra attenzione per gli ingredienti di qualità fa sì che l’esperienza di un concerto o di un qualsiasi evento nel nostro spazio sia un piacere a 360 gradi.  

Come accennavi poco prima, tra le tante cose in programma in questa seconda edizione c’è anche quella di mandare in orbita il primo disco dei Ramones. Com’è venuta questa idea e come si svolgerà?  

Grazie a un membro dello staff, Martino di Ramones.World, il team del PRR è entrato in contatto con Involve Production che ha prospettato questa opportunità. Simbolicamente, un lancio nello spazio è la raffigurazione di quanto il PRR non abbia confini. A maggior ragione era importante che l’oggetto della missione fosse iconico della cultura di cui il festival si fa promotore: per questo motivo è stato scelto il primo album dei Ramones. Sabato 17 luglio, in Edoné, a Bergamo, la sonda si alzerà in volo e porterà il primo album dei Ramones nello spazio, insieme a tutte le cartoline con i messaggi di chi ci vorrà supportare. Il lancio, dotato di tutte le autorizzazioni, verrà filmato e fotografato da una camera a bordo, permettendo così di seguire il disco dei Ramones volare nel cielo.  

Quali sono le caratteristiche del PRR/WR per voi imprescindibili?  

Il PRR nasce dal basso, parte da un forte concetto di comunità che trova nel festival la propria modalità di espressione. Gli ingranaggi del PRR funzionano se e solo se la scena Punk si dimostra florida, per questo motivo l’obiettivo principale dell’organizzazione di questo evento è stimolare tutti gli agenti del settore a essere proattivi e co-creare insieme l’evento. Come mi hanno insegnato i ragazzi del PRR, “la vera magia è sotto il palco, non sopra il palco”.  

Il vostro locale nasce come punto di aggregazione giovanile. Non avete un target preciso ma vi adeguate a vari stili e format, come i vari festival che ospitate durante l’estate. Ritenete che sia un vantaggio o uno svantaggio avere una clientela diversa che si alterna? Oppure in realtà il pubblico è così vasto da “mescolarsi” anche in eventi lontani dai propri gusti?

Come detto prima, il nostro obiettivo principale è promuovere socialità con una proposta artistica di qualità. Nasciamo come un luogo che fa dell’inclusione e dell’accoglienza il proprio mantra: chi entra in Edoné si accorge di varcare le porte di una famiglia allargata. Ospitare vari stili e format, con target di clientela diverse ci ha permesso in questi anni di arricchirci e di costruire in alcuni casi collaborazioni tra diverse realtà che, magari, non sarebbero mai entrate in contatto. Siamo orgogliosi di questa contaminazione ibrida e vogliamo trasmettere questa “fluidità” anche alla nostra clientela.  

Di recente avete lanciato anche la vostra etichetta (Edoné Dischi, nda), come sta andando dopo l’uscita del primo album?

Prima di essere un tratto fondamentale di Edoné, la musica è la nostra passione. L’idea dell’etichetta ci intrigava da un po’; le limitazioni alla possibilità di fare concerti per il Covid ha svolto un ruolo di acceleratore che ci ha portato a dire “se non possiamo fare concerti, faremo dischi”. E così è stato! Il team ha riversato ogni goccia di passione in questo progetto e il lancio del primo album (dei Blue Wit, nda), sta già ripagando con soddisfazioni e ottimi riscontri tutto l’impegno profuso dalla squadra. Non vediamo l’ora di allargare il nostro repertorio!

Pogo Zine

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